“Azzurra” è un nome tra quelli scartati che piaceva ai miei genitori; “Meis” è il cognome fittizio di un personaggio letterario che voleva ricominciare daccapo.

Sono nata a un certo punto in una città dove non ho mai risieduto, sotto un segno testardo e un ascendente curioso. Da allora alcune cose mi sono successe e altre le ho fatte accadere, ma non ne parlerò qui perché i curriculum mi annoiano.

La scrittura è una parentesi d’espressione personale che mi ritaglio tra i vari “devo”. È difficile non ridurre l’atto creativo a un’incombenza o a un traguardo, ma ci provo.

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Punti di riferimento

Le temperature si sono alzate e non uscire di casa, con questo tempo magnifico, sarebbe un delitto. Ne sto approfittando per esplorare vie e viuzze del quartiere e dintorni, una sana abitudine che lo scorso anno ho dovuto interrompere ma che vorrei recuperare.

Ho il senso dell’orientamento di Ryoga Hibiki e passeggiare mi ha sempre aiutato a fissare dei punti di riferimento, oltre ad avermi fatto rendere conto di quanto ho a portata di mano qui, in questa città dove abito da relativamente poco. Saranno piccole cose ma sono risorse concrete, ed è bello dire: «Sì, questo è possibile».

(Nel frattempo, girando girando, mi sono imbattuta in diverse edicole votive dall’estetica insolita. Mi piacerebbe conoscere le loro storie…)

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